storie di inserimento

I percorsi di inserimento lavorativo delle persone in pena alternativa:

Quindici storie per leggere il lavoro

Il progetto Lavoro debole 1 ha perseguito, nella sua prima annualità, diversi obiettivi:

  • la conoscenza – attraverso monitoraggio dei dati esistenti e una ricerca azione sul territorio – del contesto di sviluppo locale in relazione alla occupabilità dei soggetti destinatari, e contestualmente il contatto e l’adesione al progetto dei soggetti economici e produttivi del territorio;
  • l’attivazione dei soggetti locali attraverso la costituzione di un Tavolo sociale, che ha incluso amministrazioni, UEPE, Casa Circondariale, servizi sociali e sanitari, cooperazione sociale, associazionismo, centri di formazione professionale, sindacati;
  • l’avvio a livello sperimentale di sportelli di segretariato sociale e di orientamento, consulenza e motivazione al lavoro, sia all’interno della CC di Lodi che all’esterno, quest’ultimo dedicato alle persone in pena alternativa, ai famigliari di persone detenute e a operatori, professionali e volontari, che di esse si occupano;
  • approfondimento della conoscenza delle esperienze e dei percorsi di inserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti residenti nel territorio lodigiano, con lo scopo tanto di individuare punti di forza e di debolezza delle esperienze di inserimento lavorativo, quanto e non secondariamente di conoscere e comprendere percezioni, atteggiamenti e vissuti soggettivi delle persone protagoniste, in quanto fattori che incidono profondamente sulle potenzialità e sugli esiti dei percorsi individuali. Il vissuto e l’immagine del lavoro, le aspettative, la consapevolezza delle proprie competenze e abilità, la gamma delle gratificazioni e viceversa quella delle delusioni accumulate nel tempo, la percezione delle difficoltà e la valutazione delle proprie capacità di farvi fronte, la conoscenza delle risorse, del diritto e della capacità ad accedervi, le strategie individuali adottate, sono fattori determinanti se non si intende operare con ottica meramente assistenzialistica, ma se all’opposto si intraprende – come il progetto ha voluto fin dall’inizio fare – la strada delle politiche attive e di promozione sociale dei singoli;

Per saperne di più: lavoro debole – ricerca storie di inserimento